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Territorio e persone

nella Valle di Tures ed Aurina

Territorio e persone

nella Valle di Tures ed Aurina

Dove ha inizio veramente l’Alto Adige? Al Brennero? O a Salorno? Sotto nelle valli? Oppure in cima alle montagne? Nelle persone? O nel paesaggio circostante? Non porta a niente provare a rispondere in modo definitivo a queste domande, meglio chiarire invece da quante diverse prospettive si può conoscere più da vicino il nostro piccolo ma grazioso territorio.

Una cosa è certa: territorio e persone coincidono. Entrambi sono in qualche modo un po’ nodosi, un po’ particolari e non troppo facili da conquistare. Ma è proprio questo che rende il tutto così affascinante. A sud delle Alpi tutto è un po’ più dolce, meno scabro. Sempre spettacolare, ma al contempo con un tocco di mediterraneità.

La Valle di Tures e Aurina

Vacanze in Alto Adige e nel parco naturale

La Valle di Tures e Aurina è la valle più settentrionale dell’Alto Adige e si divide dalla Val Pusteria all’altezza di Brunico, in direzione nord e del crinale alpino delle Alpi dello Zillertal. La valle misura in totale 40 km di lunghezza e fino a Campo Tures guadagna meno di venti metri di altitudine. Dopo tale località essa descrive una curva verso nord-est e da 850 metri di altitudine raggiunge repentinamente i 1.600 metri sul livello del mare. I numeri sono fatti ed infatti parlano per sè. La Valle di Tures e Aurina è una rinomata e ricercata meta turistica grazie anche ai suoi numeri: 84 cime da tremila metri presenti, 178 malghe gestite, 912 masi contadini, 15.000 abitanti, 10.000 capi di bestiame, 850 km di sentieri escursionistici, 7 rifugi alpini, 3 comprensori sciistici, 35 laghi di montagna, innumerevoli ruscelli e torrenti, 120 fonti d’acqua potabile, 80 km di piste per sci da fondo, oltre 50 cime raggiungibili con gli sci da alpinismo e 10 piste da slittino. In estate è possibile praticare oltre 30 attività sportive, oltre 20 in inverno. E tutto questo stando immersi in un meraviglioso parco naturale.

La Valle di Tures e Aurina deve gran parte del suo grande fascino all’incomparabile bellezza naturalistica. Le vette delle Alpi dello Zillertal, le ultime catene montuose del Gruppo Venediger, delle Vedrette di Ries o del Durra si presentano nella loro veste migliore. Il Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina fa parte della più grande zona protetta d’Europa.

Campo Tures

La più carina località altoatesina sita nella più vasta zona protetta d‘Europa

Campo Tures è il capoluogo della Valle di Tures e Aurina. Questo comune di borgata è diviso in frazioni: Molini di Tures, Caminata, Campo Tures a valle e Acereto e Riva di Tures in montagna. Circa 5200 abitanti risiedono in questa simpatica e amena località dal carattere paesano e votata al turismo.

Tra le attrazioni turistiche che vale la pena citare c’è il castello di Tures, in cui in passato risiedeva la nobiltà tirolese dei Signori di Tures, le spettacolari cascate di Riva, il Museo del Parco Naturale e l’incontaminata bellezza del Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina, parte della più ampia zona protetta europea.

Il concittadino più conosciuto è, senza alcun dubbio, lo scalatore estremo Hans Kammerlander, nato ad Acereto e residente sempre nel suo paese natio.

Bolzano

Il capoluogo dell'Alto Adige

Forse in nessun altro luogo dell’Alto Adige possono incontrarsi due gruppi linguistici e due culture completamente diverse come in questa città caratterizzata dai due fiumi, l’Adige e l’Isarco. Nel capoluogo vivono quasi oltre 100.000 abitanti, circa un terzo della popolazione dell’intera provincia. Durante l’epoca fascista la città di Bolzano fu massicciamente italianizzata e industrializzata (va ricordato che il Sudtirolo, dopo la Prima Guerra Mondiale, di punto in bianco fu annesso come premio alla “vincitrice” Italia). Il 73 per cento è formato dal gruppo linguistico italiano. Oggi Bolzano è il capoluogo della Provincia Autonoma di Bolzano. L’Alto Adige in Italia gode di uno Statuto speciale, con particolari diritti e con una forte autonomia.

Il mercato della frutta, i portici, piazza Walther e il duomo sono certamente i posti più conosciuti di Bolzano. Il “Museion”, un museo di arte moderna e contemporanea, una università trilingue, il centro di ricerca dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) ed anche il Museo di Ötzi sono l’esempio di come la modernità ha saputo entrare in una città ricca di antiche tradizioni. I residui del Fascismo in piazza Vittoria, il Palazzo del tribunale o la facciata dell’edificio ospitante gli uffici finanziari nel 2011 hanno risvegliato significative discussioni sul suo passato.

Brunico

Reinhold Messner e il suo nuovo MMM Museo

Brunico può considerarsi il capoluogo della Val Pusteria. Circa 15.000 abitanti, situata ai piedi del famoso Plan de Corones, quasi fosse un portale per l’accesso alla Valle di Tures e Aurina. Un tempo, prima dell’anno della sua fondazione, nel 1250, Brunico era solamente un castello. La città poi crebbe ai piedi dell’allora residenza vescovile. Oggi il castello è la sede di un famoso museo creato e voluto da Reinhold Messner, il “MMM dei popoli delle montagne”. Il figlio più famoso di Brunico è certamente Michael Pacher, pittore e scultore, le cui opere in stile tardo gotico sono ancora oggi conosciute in tutto il mondo.

In città si possono ammirare ancora quattro porte di accesso, le quali conducono alle famose vie centrali, caratterizzate per le numerose possibilità di shopping, quasi ci si trovasse in un centro commerciale all’aria aperta. Sicuramente charme e fascino non mancano a Brunico, grazie soprattutto agli incantevoli e ristrutturati edifici residenziali del corso principale, all’interno del centro storico della città. Gli abitanti di Brunico, detti brunicensi, non permettono che si tocchino le proprie pause caffè o i propri orari: da mezzogiorno alle tre del pomeriggio è orario di chiusura. La tradizione altoatesina rimane inalterata anche a Brunico.